
Davvero una serata emozionante al Teatro Radar di Monopoli per la quarantacinquesima edizione della rassegna promossa dall’Associazione Amici della musica “Orazio Fiume” di Monopoli. Giusto per festeggiare i primi dieci anni di vita del Coro del Faro, insieme alla Jazz Studio Orchestra, magistralmente diretta dal Maestro Paolo Lepore, un’esecuzione davvero solenne del “Second Sacred Concert” di Duke Ellington. Durante la sua lunga carriera artistica, Ellington ha sentito la necessità per ben tre volte di comporre dei Concerti Sacri. Il primo fu composto nel 1965, il secondo nel 1968 ed il terzo nel 1973.
La cosa straordinaria della serata è stata la quantità di persone sul palco, con un coro formato da più di cinquanta persone, ed un orchestra ben nutrita di fiati (trombe, tromboni, clarinetti e sassofoni) oltre ovviamente agli altri elementi d’obbligo per un’orchestra del genere. Ad impreziosire il tutto, la presenza anche della voce solista di Lucia Diaferio Azzellino, e la voce narrante di Leo Lestingi.

Paolo Lepore incomincia gli studi di violoncello all’età di 10 anni e si diploma con Giorgio Menegozzo e Franco Rossi. Si diploma in seguito in strumenti a percussioni con Antonio Bonomo e studia composizione con Nino Rota, Ferdinando Sarno e Raffaele Gervasio. Nel 1975/76 inizia gli studi di Direzione d’orchestra e nel 1980 si perfeziona all’Accademia Musicale Chigiana di Siena, partecipando al concerto finale ed ottenendo il diploma di merito.

Dal 1975 ad oggi ha fondato e diretto 7 orchestre (Orchestra Camera di Bari 1975/1980, Orchestra del Teatro Petruzzelli di Bari 1985, Brass Symphony 1980/1984, la Jazz Studio Orchestra 1976, la Filarmonica Mediterranea 1991/1995, l’Orchestra Giovanile Pugliese 1999/2002, l’Orchestra Sinfonica “G. Paisiello” di Taranto 2000/2004). Nel 1984 è stato invitato da Luciano Berio a dirigere la sua orchestra, al Comunale di Firenze, per il Maggio Fiorentino.

Da allora ha diretto grandi orchestre nazionali ed internazionali (Orchestra Sinfonica del Estado de Mexico, la Nouvelle Orchestra di Montreux, la Filarmonica di Budapest) e molte altre orchestre italiane ed europee, tra cui l’Orchestra Sinfonica Siciliana 1985/1992. Vanta altresì prestigiose collaborazioni.

Lucia Diaferio Azzellino è una cantante eclettica. Si laurea brillantemente in canto lirico nel 2005 con il M° G. Cianci e consegue laurea di II Livello in Discipline Musicali. La sua formazione eclettica le permette di abbracciare stili e generi musicali diversi e dunque entrare nel Coro del Petruzzelli in qualità di Soprano Lirico affrontando pagine importanti del Melodramma Italiano. Lucia canta al Festival della Valle D’Itria (Martina Franca) italiana del 2010 Nel 2014 è scritturata con Milly Carlucci nel format televisivo “Ballando con le stelle” presso il Teatro Avalon, Cascate del Niagara, CANADA. Docente titolare di cattedra di Esecuzione ed Interpretazione di Canto presso il Liceo Musicale “Giannelli” di Casarano.

Leo Lestingi è stato per lunghi anni animatore e anche direttore artistico del Centro Universitario Teatrale dell’Ateneo di Bari e, dopo la conclusione dell’esperienza del Cut, capocomico della “Nuova Compagnia del Teatro Universitario” diretta dal germanista Ugo Rubini. Ha partecipato da protagonista e da regista a numerosi spettacoli e messe in scena, specializzandosi anche nell’interpretazione poetica. Collabora da tempo con la Jazz Studio Orchestra diretta dal M° Paolo Lepore e anche con l’Eurorchestra del M° Francesco Lentini e l’Orchestra sinfonica della Provincia di Lecce.

Una delle prime sottolineature da parte del Maestro Lepore, è stato l’apprezzamento per la città di Monopoli, dove in passato ha avuto modo di insegnare al Conservatorio, e per il Teatro Radar, evidenziando come, ancora oggi, città pugliesi altrettanto blasonate (vedi Trani), non abbiano un Teatro. E’ solo di qualche giorno fa la notizia dell’acquisizione da parte del Comune di Trani, del Cinema Impero ormai chiuso da anni.

Duke Ellington stesso affermò che questo concerto è stata la cosa più importante che abbia mai realizzato nella sua carriera, riuscendo a portare in chiesa (la prima esecuzione è avvenuta nella Cattedrale di St. John the Divine di New York) le atmosfere tipiche del Cotton Club.
Devo affermare che l’entusiasmo con cui il coro ha realizzato lo spettacolo è stato palpabile per tutta la sua durata. E tenendo conto che non stiamo parlando di professionisti ma di semplici amanti del canto, il risultato è stato davvero straordinario e coinvolgente.

Tanti i musicisti, componenti della Jazz Studio Orchestra, che hanno accompagnato il coro. Se mi è consentito, l’unica pecca della serata è quella che molti di loro, non in prima fila, sono stati “invisibili” anche se si sono fatti sentire. Meritavano di essere presentati uno ad uno, anche alla luce del fatto che sono musicisti professionisti (gran parte di loro) con un’intensa attività individuale.
Il “Second Sacred Concert” si compone di tredici brani. Alcuni momenti corali sono stati esaltanti: da “Heaven” a “Almighty God” o “It’s Freedom”, dove la voce narrante di Leo Lestigi ha sottolineato la libertà dall’odio, dall’autocommiserazione, dalla paura di commettere ipoteticamente qualcosa che possa giovare più a qualcun altro che che a se stessi. Libertà da quel tipo di orgoglio che può far si che un uomo si consideri migliore dei suoi fratelli. Una parola detta e cantata, sussurrata e gridata in tutte le lingue.
Deliziosa la voce solista di Lucia Diaferio Azzellino, calda e sensuale allo stesso tempo, sempre pronta a duettare con gli strumenti a fiato.

Applausi a scena aperta per il coro e per i musicisti. Ovviamente anche per il Direttore, il Maestro Paolo Lepore. Un concerto che non è stato solo “solenne” ma anche, in alcuni momenti, trascinate ed emozionante. Il pubblico ha molto apprezzato la vivacità e la professionalità del Coro del Faro e della Jazz Studio Orchestra. Doveroso un primo bis, con un brano che non rientra nel concerto Sacro, dal titolo “Mack the knife”, che con gli anni è diventato uno standard jazz inciso dai più grandi musicisti e cantanti, da Louis Armstrong a Ella Fitzgerald.
Per finire in grande stile, il Coro e l’Orchestra hanno riavvolto il nastro ed eseguito nuovamente il brano “It’s freedom”, con una veemenza che ha letteralmente travolto la platea, quasi a voler gridare al mondo (e a chi ci governa) che la cosa che sta più a cuore a tutti, è la libertà. Di tutti.
Gaetano de Gennaro
Foto di Gaetano de Gennaro
Bella recensione ricca di interessanti dettagli e notizie a corollario del Concerto.