
La Casa delle Arti in Largo Martellotta ad Alberobello, dopo l’eccezionale successo delle precedenti edizioni, spalanca le sue porte invitando i visitatori a reimmergersi in questo fantasmagorico mondo del Fumetto. La manifestazione organizzata da Giuseppe Palmisano per Chianche di Carta e Presidio del libro, con il patrocinio del Comune, nuovamente sotto l’attenta curatela di Piero Angelini, ha aperto i battenti lo scorso 13 marzo e sarà visitabile gratuitamente fino al 23 p.v.

Folto il programma di eventi per l’edizione 2025: Graphic novel e graphic journalism, presentazioni di libri e incontri con gli autori, laboratori curati da Francesca Castaldi e masterclass (sold out in partenza). In esposizione oltre il consueto Calendario Serveco (Acqua, l’inizio e la fine di tutto) anche gli elaborati artistici degli studenti del Liceo Artistico IISS Da Vinci di Martina Franca.

Il noto fumettista Paolo Castaldi con il suo Etenesh, narra l’odissea di una migrante etiope e dimostra che il fumetto può essere anche racconto del reale e per questo lasciare memoria. Ad Edgar Allan Poe è poi dedicato il graphic novel di Alessio Fortunato, docente di Arte del Fumetto all’Accademia di Belle Arti di Bari e Foggia. Dell’artista si apprezza la particolarità del suo tratto e l’uso delle ombreggiature che rimanda ad un’epoca passata.

Questa edizione ospita anche la personale di Giulio Rincione, fumettista ed illustratore palermitano classe 1990. Il fumetto entra nella sua vita, quando a scuola (Istituto per Geometri) scopre l’interesse dei compagni di classe verso le sue vignette caricaturali dei professori, così dopo il diploma si iscrive alla Scuola del Fumetto di Palermo e terminati gli studi nel 2012 pubblica nello stesso anno il suo primo fumetto “C”. Le opere qui esposte sono esplicative della sua carriera e desta stupore constatare data la giovane età, l’eccezionale abilità tecnica e narrativa che si delinea e si distingue senza filtri, nelle varie fasi della sua evoluzione artistica.

Tra le opere inziali presenti “Paranoie”, in cui il protagonista, avvolto in un’atmosfera plumbea è un giovane che soffre di disturbi della personalità e che sin da bambino convive subendola, con la presenza di un’entità mostruosa che ciclicamente gli si manifesta. In “Paperi” (sorprendente opera scritta da suo fratello Marco), Rincione stravolge l’immagine iconica umoristica e zuccherina del papero disneiano e racconta con toni cupi a tratti struggenti, la solitudine del male di vivere.

Si ritiene che l’espressività umana, già insolita nel fumetto e in questo caso trasferita ad un papero, carica l’opera di straordinario pathos che dal fruitore viene introiettato e vissuto in tutta la sua drammaticità. L’uomo per nascondere la sua sofferenza si cela nei panni dell’animale, pertanto sarà un papero a piangere e urinare sotto la doccia e sempre un papero ad essere crocifisso.

La storia che ruota intorno a “Dirt”, personaggio animato originato nella realtà dallo scarabocchio di un bambino, è una saga composta da 4 volumi da 200 pagine disegnata e scritta dall’artista. Il lettore viene catapultato nel 2040 in una situazione surreale post- pandemica che perdura da vent’anni nella quale il genere umano è sul limite dell’estinzione. Dirt è uno scorbutico ultranovantenne che non riesce a comprendere la ragione per cui proprio lui non riesce a morire, finché non viene rapito da un rumeno che di lui vuole farne del kebab.

Nelle opere di Rincione, accomunate dal carattere tetro e dal tratto spesso spigoloso, il contesto è fondamentale e l’ambientazione non fa solo da sfondo, ma agisce con il personaggio e ne giustifica le azioni.

L’abolizione di ogni censura narrativa, rende vivi i personaggi e li avvicina al lettore che nella storia vede la sua vita. Il fumetto dunque, molto spesso culto per il suo disegnatore, è un mezzo che va ben oltre il bel segno.
Cecilia Ranieri
Foto di Cecilia Ranieri