
Con Michael Rosen e Guido Di Leone non si finisce mai d’imparare. Per dare a tutti i presenti una “lezione” su come nascono alcune melodie, il cortese padrone di casa, ha pensato bene di richiamare attorno a sè, sul palco del Duke Jazz club di Bari alcuni validi musicisti, tutti conterranei o quasi (Matera è ad un tiro di schioppo), ma per rendere più efficace il significato della lezione occorreva la presenza di qualcuno proveniente d’oltreoceano. Ed ecco che, a distanza di soli cinque mesi, torna sul palco il grande, grandissimo Michael Rosen per rendere più semplice da capire quello che Guido ha voluto raccontarci. Il tema del concerto lezione è stato quello dei “Contrafacts”.

Un contrafact è un’opera musicale basata su un’opera precedente . Il termine deriva dalla musica classica e solo a partire dagli anni ’40 è stato applicato al jazz, Sì, queste cose si sanno, le abbiamo sempre sapute, ma dopo questo concerto sono rimasto a bocca aperta per la vastità del fenomeno e sulla spiegazione che ci è stata data,
Insieme a Guido Di Leone alla chitarra e a Michael Rosen al sax tenore, Alberto Di Leone alla tromba, Giuseppe Venezia al contrabbasso e Giovanni Scasciamacchia alla batteria. L’accoppiata Venezia Scasciamacchia è diventata ormai una certezza per un’ottima riuscita di un concerto dal vivo, Richiestissimi da tanti musicisti, si sono guadagnati il loro spazio grazie ad una tecnica invidiabile.

Alberto Di Leone, giovanissimo, di casa al Duke come insegnante fa parte di quella generazione di giovani musicisti che con caparbietà rincorrono un meritato successo. Ottimo sia negli accompagnamenti che nei suoi soli, è stata un’ottima spalla per il mitico Rosen. Anche se non è trascorso troppo tempo dalla sua esibizione, lo scorso ottobre, simo tornati con piacere ad ascoltarlo. Como avevo già avuto modo di scrivere allora, ha suonato con grinta, determinazione, pathos, rendendo immediatamente l’atmosfera calda e rarefatta, ma con un ritmo davvero travolgente.

Nato nel 1963 ad Ithaca, nello stato di New York, Michael Rosen frequenta la Berklee School of Music , dove vince una borsa di studio , e tra gli altri, segue i corsi di George Garzone , Bill Peirce e Gary Burton . Si diploma Magna cum laude dopo appena 5 semestri. Durante la sua sosta a Boston suona frequentemente nei locali della città con diversi musicisti, tra cui il pianista Danilo Perez. Dopo un tour Italiano con pianista Delmar Brown in 1987, si stabilisce in Italia. Durante la sua permanenza nella scena musicale europea, Michael si esibisce in diversi e noti jazz festival, incide praticamente per tutti i principali artisti italiani e svizzeri, da Enrico Rava e Franco D’Andrea , a Roberto Gatto e Franco Ambrosetti. Attivissimo nella scena jazz europea è stimato anche dai colleghi della musica classica; infatti spesso è chiamato per alcuni concerti dell’Orchestra della Scala.

Per tre anni consecutivi, Rosen è stato votato dal sondaggio dei lettori della rivista Jazzit come uno dei dieci migliori sassofonisti soprano al mondo, classificandosi al 4° posto nel 2011 dopo Dave Liebman, Wayne Shorter e Branford Marsalis. Durante tutto il concerto ha avuto modo di sfoggiare una tecnica estremamente avanzata, riuscendo a passare con facilità da momenti trascinanti a situazioni molto più rarefatte.
In questa occasione, il bravo Guido Di Leone , oltre a confermarsi uno strumentista dotato di una tecnica senza pari, è salito in cattedra per raccontarci cosa si intende dire con il termine “contrafact”, come nasce e di come si sia sviluppato a dismisura. Non stiamo parlando di casi isolati o di “furto” di melodie, ma un fenomeno che ormai esiste da tempo e che si è esteso a macchia d’olio. Come detto, questo fenomeno prende piede negli anni ‘40, con la nascita del Be Bop (stiamo parlando del jazz moderno), quando si è iniziato a scrivere nuovi temi su giri armonici già esistenti. Ma in realtà questa cosa è sempre esistita, con tutte le melodie che sfruttano il giro armonico del blues.

Negli anni d’oro delle delle grandi orchestre, dove suonavano in pianta stabile grandi musicisti, questi avvertirono il desiderio di avere a disposizione più spazio per i loro assoli. Pertanto diventò quasi un’abitudine che dopo le esibizioni di queste orchestre, alcuni musicisti si rifugiavano nei jazz club dove nascevano le prime jam session, sviluppando tecnicamente un linguaggio nuovo, molto virtuosistico, con lunghe improvvisazioni, dando più spazio non tanto alla composizione, ma all’improvvisazione, facendolo su temi che avevano suonato prima con l’orchestra, Nascono così questi nuovi temi Be Bop noti a tutti i musicisti, che servivano come base per improvvisare.

Fatta questa premessa, il concerto è scivolato via mettendo a confronto i temi originali e i contrafacts. Si è partiti con il brano “If could happened to you”, scritto nel 43 da Jimmy Van Heusen, per passare alla rielaborazione di Dexter Gerdon, “Fried bananas”.
A seguire, il brano “I’ve got a world on a string”, forse il primo cavallo di battaglia di Frank Sinatra, che diventa “I got the swing on my string” di Guido di Leone. Il brano “Body and soul”, uno dei brani più appassionati della storia del jazz, eseguito da tantissimi musicisti e cantanti, diventa, grazie a Jonny Griffin, “Hey, Lock”, un brano dedicato ad Eddie Lockjaw Davis. Per chiudere il primo set, il brano scritto nel 1930 da George Gershwin “I got a rhythm”, diventerà, grazie a Charlie Parker, “Steeplechase”.

Anche la seconda parte del concerto è stata ricca e densa di brani originali e di contrafacts, da Someday my prince will come” (parte della colonna sonora del film Cenerentola), che grazie a Jimmy Hall diventerà Waltz new; il brano di Irving Berlin, Blue skies”, si trasformerà in “In walked Bud” di Thelonius Monk. E giusto per rimanere in tema, bellissima esecuzione quella di “Copycat”, che tradotto in italiano significa copione, una allegra composizione di Michael Rosen. Il bis finale è stato dedicato al grande McCoy Tyner con il suo brano “Blues on the corner”.

Davvero una bella serata, con cinque splendidi musicisti, assoli trascinanti, ma soprattutto un approfondimento di un aspetto grande come il mondo, che riguarda la composizione, E anche questa volta, torniamo a casa arricchiti e soddisfatti (no contraffatti).
Gaetano de Gennaro
Foto di Gaetano de Gennaro