Il mito dell’iconico personaggio creato da Sylvester Stallone rivive in “Rocky. Il musical” e trascina il pubblico del Teatroteam di Bari

Gigi Proietti è stato un immenso attore, un immenso showman e anche un doppiatore eccezionale, capace di collegare a sé i personaggi da lui interpretati dietro il leggìo: basti pensare al Genio di Aladdin, per citarne uno (che nella versione originale godeva della voce di un altro mostro sacro, Robin Williams), ma se dovessi scegliere una frase, anzi una parola entrata nella storia del doppiaggio cinematografico sicuramente sarebbe “Adriaaaanaaaaaa!!!”. E se la vostra mente non vi ha trasmesso immediatamente la scena dalla quale è tratta, non c’è altro da fare che recuperare il film, il primo inarrivabile “Rocky”, la creatura pensata, scritta ed interpretata da Sylvester Stallone nel 1976, 10 candidature all’Oscar di cui tre vinti, tra cui miglior film, ed un ulteriore considerevole medagliere.

A distanza di anni dall’uscita del film, a Sly è venuta l’idea di realizzarne una versione musical la cui trasposizione italiana, a cura di Laura Galigani e Luciano Cannito che ne cura anche la regia, è in tour per i teatri italiani ed è passata anche dal tempio del musical barese, il Teatroteam, il cui cartellone quest’anno è particolarmente ricco ed interessante.

La storia è quella che conosciamo tutti: Rocky Balboa, ragazzo di periferia che vive di espedienti e alimenta la passione della sua vita, la boxe, nel mito del campione Rocky Marciano, innamorato della dolce e timida Adriana che riesce a conquistare dopo anni di corteggiamento costante, viene casualmente scelto dal campione dei pesi massimi Apollo Creed per combattere per il titolo mondiale. Incomincia così la fase di allenamento e preparazione per lui che, ormai alla soglia dei trent’anni, non avrebbe mai immaginato di avere un’opportunità del genere, fino ad arrivare al match che, nelle intenzioni di Apollo, avrebbe dovuto essere una mera formalità, ma diventa una lotta ad armi pari con continui e appassionanti colpi da parte dei due contendenti e che termina soltanto alla fine del 15° round con la vittoria ai punti di Apollo.

Pierpaolo Petrelli, pur con relativa poca esperienza, è riuscito con questa interpretazione a scrollarsi di dosso la semplice definizione di “personaggio”, pur amatissimo, che la tv e soprattutto il web gli hanno fornito; certamente ha ancora margini di miglioramento, ma la sensazione è che ci sia molto impegno e serietà da parte sua, quindi il giudizio non può che essere positivo.

Giulia Ottonelli, invece, appare già ad un livello nettamente superiore; la ragazzina vincitrice della seconda edizione di “Amici” nel lontano 2003, quando il format Mediaset annoverava tra i partecipanti talenti veri, ne ha fatta tanta di strada, diventando una delle attrici teatrali più apprezzate, grazie alla magnifica voce che ha regalato al personaggio di Adriana intensità, spessore e consapevolezza.

Robert Edigou ha creato il suo Apollo Creed, ironico, arrogante e smargiasso ma non puoi far altro che volergli bene; Matteo Micheli interpreta Paulie Pennino, fratello di Adriana e amico da sempre di Rocky, insoddisfatto della propria vita ma in attesa che qualcosa gli piombi dal cielo; Giancarlo Teodori nei panni del coach Mickey Goldmill alla ricerca di un’ultima possibilità di riscatto; Laura Di Mario interpreta brillantemente Gloria, amica di Adriana, e poi gli altri interpreti, Pietro Rebora, Valeria Cozzolino, Simone Pieroni e Francesco Paolo  Verratti, oltre ad uno strepitoso corpo di ballo, hanno dato vita ad uno spettacolo senza dubbio apprezzabile, pur con qualche sbavatura nella recitazione, a volte risultata troppo impostata e didascalica.

Lo spettacolo è piacevole, specialmente per chi ha un vissuto con la storia e si lascia trasportare dalla magia del ricordo; musicalmente non è paragonabile a pietre miliari del musical internazionale, ma si lascia guardare e ascoltare e alla fine, complici anche le immissioni delle storiche “Eyes of the tiger”, “Going of the distance” e soprattutto “Gonna fly now”, l’emozione arriva, anche se Gigi resterà sempre Gigi e “Adriaaaanaaaaaa!!!” nessuno lo dirà più come lui.

Gabriella Loconsole

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