“‘Na Santarella”: il doppio volto della commedia di Scarpetta in scena in Puglia

Prodotto da Ente Teatro cronaca, dopo il successo de Il medico dei pazzi, Claudio Di Palma e Massimo De Matteo si misurano ancora una volta con la comicità senza tempo di Eduardo Scarpetta. In ‘Na santarella, protagonista è una donna – interpretata da Angela De Matteo – che è “angelo e diavula”, timida e timorata di Dio, ma anche intimamente estrosa e ribelle. Le sue pulsioni latenti diventano l’occasione per svelare dissonanze interiori e contraddizioni che animano tutti i personaggi dell’opera, rivelandosi assai più diffuse di quanto si pensi.

Sei date a cominciare dal 2 aprile:

‘Na Santarella sarà a:

Grottaglie mercoledì 2 alle 20.30, Teatro Monticello.

Taranto, Teatro Fusco, il 3 alle 21 e il 4 alle 18. 

Nardò, Teatro Comunale, il 5 alle 21.

Canosa di Puglia, Teatro Lembo, il 6 alle 21.

Manfredonia, Teatro Lucio Dalla, martedì 8 alle 21.

Nello spettacolo ‘Na santarella, protagonista è una donna che è “angelo e diavula”, timida e timorata di Dio, ma anche intimamente estrosa e ribelle. Le sue pulsioni latenti diventano l’occasione per svelare dissonanze interiori e contraddizioni che animano tutti i personaggi dell’opera, rivelandosi assai più diffuse di quanto si pensi. Due pronunciamenti testuali così contrastanti sulle virtù e i vizi di un’unica persona ci dicono, fra le altre cose, che Scarpetta ha inteso eleggere questa sua Santarella a simbolo di un emblematico dualismo comportamentale. Una donna dalla doppia personalità, insomma: timida e timorata di Dio, ma anche, intimamente, estrosa, ribelle e volitiva.

In questo senso, emblema e cardine di infingimenti e contraddizioni varie, è, naturalmente e soprattutto, il Felice “di turno”, per l’occasione in abiti di musicista compositore. Intorno ai due, l’autore costruisce una rete di umanissimi, ancorché anomali, figuri tutti alle prese con dissonanze interiori mal risolte, con vizi, ipocrisie ed ambizioni nascoste a malapena. Tutti con indosso vesti di convenienza che mistificano le identità e tutti, allo stesso tempo, capaci di trovare soluzioni alle proprie nevrosi negli stessi equivoci prodotti.

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