Il ForseSanremo di Cirano Post: la terza sera, giovedì 13 febbraio

Le classifiche Sala Stampa non le prendo in considerazione, l’ultima sera sarà determinante. Apro solo dicendo che amo le “bingo wings” di Katia Follesa: sì, le ciccette che sventolano sotto le braccia, gli inglesi le chiamano così perché sono amabilmente tremule quando si esulta, ad esempio facendo bingo.

Non è difficile districarsi tra tutti i gruppi di ascolto, le varie disperazioni di chi ha i cantanti che non fanno i bonus al Fantasanremo, e le steccone delle e dei cantanti in gara. Specialmente se la vita ti chiede di ascoltare l’inizio della puntata in radio, in tempo per ascoltarvi Brunori Sas e piangere come una deficiente davanti al parabrezza.

Dovrebbero mettersi d’accordo gli stylist di Myriam Leone e Noemi. Tra chi ha mortificato la prima, e chi ha insaccato la seconda in abiti impraticabili, e lo stesso ramato dei capelli, basta un po’ di miopia per confonderle.

Joan Thiele si conferma per me di stile, con un pezzo che andrà oltre Sanremo,

Il cuore è per il quartetto Shablo, Gué, Tormento e Joshua. Campionamenti da Frankie Hi-Nrg e Neffa, incedere che ricorda 50Cent e Macklemore, this is fucking awesome!

Arriva il momento Duran Duran. Simon Le Bon si va scaldando durante la performance, impossibile non ballare. Kationa Follesa vestita da sposa è bellissima, anche perché sposare Simon Le Bon oggi significa aggiudicarsi una reversibilità niente male.

I Cuoricini di Coma Cose mi piacciono, sì.

I Modà non classificati, il mio TV ha perso la sintonizzazione, curiosamente ma anche per fortuna.

Tony Effe, dopo il primo outfit da Casamonica, è tornato allo standard clan Spada che più gli si addice.

Iva Zanicchi che spinge sull’ugola a tavoletta, peggio di Albano, ma a 85 anni saranno pure fatti suoi.

La partenza della canzone di Gaia è praticamente Djobi Djoba dei Gypsy Kings. Chiami tu, chiamo io, bandolero.

Finalmente ascolto anche qualche nuova proposta: Settembre e Alex Wyse. Il testo di “Vertebre” di Settembre è bellissimo, ma anche “Rockstar” di Alex Wyse si difende. C’è speranza insomma.

La stanchezza inizia a incombere, il venerdì anche. Per i vincitori, i social sapranno dirli meglio di me.

Beatrice Zippo

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.