‘A place of safety’ arriva all’Arena del Sole di Bologna: il teatro che porta in scena il soccorso in mare

Dopo il grande successo de Il Capitale. Un libro che ancora non abbiamo letto, che raccontava la lotta degli operai del Collettivo di fabbrica GKN, la compagnia Kepler-452 prosegue la sua ricerca sui lati più oscuri della nostra epoca. Questa volta si immerge in una delle tragedie più drammatiche degli ultimi anni: la rotta migratoria più letale al mondo, quella del Mediterraneo centrale, definita dagli stessi artisti un “grande rimosso collettivo” della civiltà europea.

Nasce così A place of safety. Viaggio nel Mediterraneo centrale, il nuovo spettacolo della compagnia, realizzato in collaborazione con Sea-Watch ed EMERGENCY e prodotto da Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, con il supporto del Teatro Metastasio di Prato, CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia e Théâtre des 13 vents CDN di Montpellier. La prima assoluta si terrà al Teatro Arena del Sole di Bologna, dal 27 febbraio al 2 marzo.

Un viaggio sul campo per raccontare il soccorso in mare

Lo spettacolo è il frutto di un lungo lavoro di ricerca sulla SAR (search and rescue), iniziato con il confronto tra i fondatori della compagnia, Enrico Baraldi e Nicola Borghesi, e alcuni referenti di ONG. Il percorso è proseguito con una residenza a Lampedusa e, infine, con l’imbarco sulla nave Sea-Watch 5, partita da Messina l’11 luglio 2024. Durante le cinque settimane di navigazione, l’equipaggio ha soccorso 156 persone, sbarcate poi nel “place of safety”, il porto di La Spezia. La nave è rientrata in Sicilia il 5 agosto, segnando la conclusione di una missione che ha offerto alla compagnia uno sguardo diretto sulla realtà del soccorso civile in mare.

«È stato un tempo di ricerca unico» raccontano i registi. «Una compagnia teatrale che si imbarca su una nave, che vive in un porto, che incontra le persone prima ancora di mettere piede su un palcoscenico».

Alla realizzazione del progetto hanno collaborato Alberto Favretto (scene e costumi), Maria Domènech (disegno luci), Massimo Carozzi (musiche e suono) e Marta Ciappina (consulenza sui movimenti).

Un cast formato da testimoni diretti

Nel corso del viaggio, gli artisti hanno incontrato operatori e volontari delle navi di soccorso, alcuni dei quali sono diventati protagonisti dello spettacolo. Tra loro:

  • Flavio Catalano, ex ufficiale della Marina Militare, ora volontario per EMERGENCY su Life Support, con 22 missioni dal 2022.
  • Miguel Duarte, fisico e soccorritore civile dal 2016, membro dell’equipaggio della nave Iuventa, incriminato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e oggi capo missione per Sea-Watch.
  • Giorgia Linardi, giurista e portavoce di Sea-Watch, con esperienze su Geo Barents e Medici Senza Frontiere, attualmente Visiting Professor al Graduate Institute di Ginevra.
  • Floriana Pati, infermiera specializzata in medicina della migrazione, con cinque missioni di soccorso nel Mediterraneo centrale.
  • José Ricardo Peña, texano di origini messicane, ex elettricista navale, oggi volontario di Sea-Watch con quattro missioni alle spalle.

«Abbiamo cercato persone che hanno vissuto in prima linea questa esperienza», spiegano Baraldi e Borghesi. «Un cast nato da una lunga ricerca, che raccoglie le voci di chi ha visto con i propri occhi dieci anni di soccorso civile in mare».

La sfida di raccontare l’indicibile

Le testimonianze raccolte diventano la struttura narrativa dello spettacolo: dalle paure prima della partenza alle motivazioni che spingono a imbarcarsi, dal primo soccorso al viaggio di ritorno. A emergere è una domanda: come si racconta questa storia?

«A place of safety è un accumulo di storie impossibili da narrare», afferma la compagnia. «Sono accadute in un luogo lontanissimo e vicinissimo al tempo stesso. Ma raccontarle è necessario. Questo spettacolo è l’incontro tra un gruppo di teatranti e chi ha deciso di dedicare la propria vita al soccorso in mare. È una scintilla di attenzione su ciò che l’Europa cerca di dimenticare, su ciò che vorrebbe essere, su ciò che non è, su ciò che potrebbe diventare».

Kepler-452: il teatro che racconta il reale

Fondata nel 2015 da Nicola Borghesi, Enrico Baraldi e Paola Aiello, la compagnia Kepler-452 porta avanti un’idea di teatro documentario che unisce arte e realtà. Dal coinvolgimento di attori non professionisti ai reportage teatrali, fino agli spettacoli interattivi nello spazio urbano, il loro lavoro è sempre radicato nell’osservazione del mondo.

Dal 2018 collaborano con ERT, con cui hanno realizzato:

  • Il giardino dei ciliegi – Trent’anni di felicità in comodato d’uso (2018), che intreccia Čechov con una storia di sgombero abitativo.
  • F – Perdere le cose (2019), sul tema dell’immigrazione e dell’invisibilità giuridica.
  • Il Capitale. Un libro che ancora non abbiamo letto (2022), che porta in scena gli operai della GKN di Firenze.

La compagnia ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui il Premio Rete Critica 2018, il Premio “Gli Asini” 2020 e il Premio Speciale Ubu 2023 per il loro lavoro di ricerca sul campo.

Eventi collaterali

Vengo anch’io! Laboratorio creativo per bambini
Sabato 1 marzo, ore 19.00 – Teatro Arena del Sole, Bologna
Mentre i genitori assistono allo spettacolo, i più piccoli potranno partecipare a un laboratorio teatrale in inglese dal titolo The Wizarding Castle. Attraverso giochi e improvvisazioni, i bambini esploreranno la lingua inglese in un’atmosfera di magia e creatività.

Popoli in movimento – Cambiare il racconto
Domenica 2 marzo, ore 11.00 – Teatro Arena del Sole, Bologna
Un incontro dedicato all’importanza del linguaggio e della narrazione nei temi migratori, con la compagnia Kepler-452, il fotografo Max Cavallari, la giornalista Costanza Spocci e il ricercatore Lorenzo Donati. L’evento è preceduto da una colazione offerta al pubblico dalle Cucine popolari.

Teatro Arena del Sole, via Indipendenza 44, Bologna
Biglietti: da 7 € a 27 €
Info e prenotazioni: tel. 051 2910910 – biglietteria@arenadelsole.it.

Daniele Milillo

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