“Frankenstein” torna in scena al Teatro Fontana di Milano: un viaggio immersivo tra genio, paura e creazione

Dal 12 al 16 marzo, il Teatro Fontana ospita nuovamente Frankenstein, una produzione Elsinor realizzata nell’ambito del Progetto europeo Play-On – New Storytelling with Immersive Technologies, per la regia della nuova direttrice artistica Ivonne Capece.

La storia è un classico senza tempo: un giovane studente di scienze naturali si spinge oltre i limiti della conoscenza e decide di creare un essere umano. Studia, sperimenta, raccoglie parti anatomiche dai cadaveri e porta a termine il suo incredibile esperimento. La Creatura nasce: è forte, bellissima, viva. Ma il suo creatore non gioisce, anzi, ne è terrorizzato. Perché?

Questo è il vero enigma del romanzo: perché Victor Frankenstein non è fiero della sua opera? E, andando ancora più a fondo, scopriamo che neanche Mary Shelley si sente davvero a suo agio con il proprio capolavoro. Per tutta la vita minimizza il valore del suo stesso libro, quasi come se volesse prenderne le distanze. Perché? La risposta è sconvolgente: la Creatura è il Libro.

Uno spettacolo innovativo e immersivo

Questa messa in scena ribalta il modo in cui guardiamo all’opera di Mary Shelley e alla sua inquietante creazione. Il pubblico viene trasportato in un’epoca in cui essere una donna e un’artista poteva essere un ostacolo insormontabile. Un’epoca in cui si rischiava di sentirsi “mostruose” se si partorivano libri invece di figli, se si conviveva con un uomo senza sposarlo, se si osava sognare in grande.

Mary Shelley, come Frankenstein, ha paura della sua stessa opera. Teme la genialità della Creatura che ha generato e sente il bisogno di giustificare il proprio talento.

Grazie a una regia visionaria, lo spettacolo trasforma il romanzo in un viaggio onirico, che fonde la narrazione con le emozioni dell’autrice. Tra cuffie wireless, ambientazioni virtuali e audio binaurale, il pubblico esplora la storia di Frankenstein come mai prima d’ora, in un intreccio di realtà ed immaginazione.

Leggendo Frankenstein, due elementi mi hanno colpita profondamente. Il primo è la creazione dal Caos: il dottor Frankenstein non crea dal nulla, come fa una donna con la vita, ma dal sovrabbondante, da un eccesso di materia già esistente. Il secondo è il mistero centrale del romanzo: perché Frankenstein non è orgoglioso della sua creatura? Nel corso della lettura provavo spesso fastidio: i personaggi mi sembravano superficiali, fragili, incapaci di affrontare le conseguenze delle proprie azioni. Poi ho iniziato a studiare la storia di Mary Shelley. Shelley ha più volte cercato di ridimensionare la sua stessa opera. Ha dichiarato che l’idea per il romanzo non era davvero sua, ma nata da conversazioni tra il marito Percy Shelley e Lord Byron. Ha sottolineato che senza suo marito probabilmente Frankenstein sarebbe rimasto solo un racconto scritto per gioco. Ha persino affermato di non essere in grado di creare dal nulla, come i grandi poeti, ma solo di rielaborare il caos. Tutto questo è il riflesso di un’epoca in cui le donne dovevano giustificare il proprio talento, in cui gli intellettuali le interrogavano con garbata diffidenza: com’è possibile che una giovane di buona famiglia abbia concepito una storia tanto mostruosa? Eppure, Frankenstein non è solo un romanzo gotico. È una grande utopia. È la visione di un futuro in cui il genio femminile può esprimersi senza limiti, in cui l’umanità non teme più ciò che è diverso. La Creatura era bellissima. Il dottor Frankenstein ha fallito non nel crearla, ma nel averne paura. Perché, in realtà, aveva paura di sé stesso, del suo stesso potenziale, del suo futuro.” (Ivonne Capece)

INFO & BIGLIETTI

Date e orari

  • Mercoledì – Venerdì: 20:30
  • Sabato: 19:30
  • Domenica: 16:00

 Prezzi

  • Intero: 25 €
  • Under 30: 15 €
  • Over 65 / Under 14: 12 €
  • Convenzioni: 20 €
  • Scuole di teatro: 12 €
  • Prevendita e prenotazione: +1 €

Prenotazioni
 +39 0269015733
 biglietteria@teatrofontana.it
 www.vivaticket.com

Daniele Milillo

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