
Anche la trentaduesima edizione di Bari Hi-End è alle spalle. Due intere giornate vissute presso il Nicolaus Hotel di Bari, densi di mostre, incontri, audizioni e tanta buona musica, non solo diffusa da impianti più che sofisticati, ma anche dal vivo. Tante le nuove proposte discografiche, in particolar modo da parte delle etichette Dodicilune e Abeat Records.
Le intense giornate dell’1 e 2 marzo si sono concluse con due spettacoli musicali di altissimo livello, affidati al pianista Alberto Iovene e al giovanissimo chitarrista Christian Mascetta (già recensito dal Cirano Post: https://www.ciranopost.com/2025/03/09/la-forza-strepitosa-del-christian-mascetta-trio-ha-chiuso-la-xxxii-edizione-del-bari-hi-end/).
Sabato primo marzo ha visto l’esibizione di un quartetto davvero speciale, con quattro musicisti straordinari. A guidarlo, il pianista Alberto Iovene, che per molti dei presenti (ma non per tutti) è risultato una sorpresa. Ad affiancarlo sul palco, il bandoneonista Daniele di Bonaventura ed accompagnati da una sezione ritmica eccellente, composta da Camillo Pace al contrabbasso e Mimmo Campanale alla batteria. A parte Di Bonaventura, marchigiano, e considerato “ospite d’eccezione” gli altri tre musicisti sono pugliesi, ma questo non sminuisce affatto la loro levatura artistica.

Alberto Iovene, nasce a Bitonto nel 1975. Inizia lo studio della musica e del piano a sette anni sotto la guida di più maestri compiendo gli studi classici e diplomandosi presso il Conservatorio Niccolò Piccinni di Bari. All’età di 17 anni resta affascinato dall’ascolto di alcuni lavori dei pianisti Jacques Loussier, Chick Corea, Keith Jarrett e Michel Petrucciani, ma soprattutto grazie alla naturale propensione per la composizione e l’improvvisazione, decide di dedicarsi totalmente alla musica jazz iniziandone lo studio della storia e degli stili sotto la guida del compianto Maestro Davide Santorsola , con il quale studia piano jazz, armonia e tecniche d’improvvisazione. Contemporaneamente perfeziona i suoi studi ai Seminari Internazionali di Musica Jazz, dai Seminari della Berklee School di Boston ad “Umbria Jazz Clinics, ai Seminari Internazionali di Perfezionamento di Siena Jazz.

Le sue composizioni e le sue esibizioni in concerto hanno ricevuto alti riconoscimenti in ambito nazionale ed internazionale: finalista “Talenti Jazz” – Martina 2004, finalista “Baronissi Jazz 2006”, finalista “International Massimo Urbani Awards 2006”, terzo classificato “V Concurso Internacional de Intérpretes de Jazz” – Granada 2006”. Recentemente, lo scorso ottobre è stato il vincitore del concorso “Una Musica per Piano City Napoli 2024”, con il brano “Vicoli”. Piano City Napoli 2024 è un progetto promosso e finanziato dal Comune di Napoli nell’ambito di Napoli Città della Musica.È laureato presso la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere di Bari con una tesi sperimentale dal titolo “Scritture sincopate tra Futurismo e Musica Jazz”. La sua attività di musicista si affianca a quella di docente di lingue.

Daniele Di Bonaventura è nato a Fermo, nelle Marche, nel 1966. E’ un compositore-arrangiatore, pianista-bandoneonista, e ha coltivato sin dall’inizio della sua attività un forte interesse per la musica improvvisata pur avendo una formazione musicale di estrazione classica (diploma in Composizione) iniziata a soli 8 anni con lo studio del pianoforte, del violoncello, della composizione e della direzione d’orchestra. Le sue collaborazioni spaziano dalla musica classica a quella contemporanea, dal jazz al tango, dalla musica etnica alla world music, con incursioni nel mondo del teatro del cinema e della danza.

Vanta collaborazioni, dal vivo e in studio, con artisti importantissini, ad iniziare da Paolo Fresu con il quale spesso si esibisce anche in duo, per passare poi a Enrico Rava, Stefano Bollani, David Murray, Miroslav Vitous, Rita Marcotulli, David Liebman, Omar Sosa, Joanne Brackeen, Greg Osby, Ira Coleman, Dino Saluzzi, Javier Girotto, Peppe Servillo, Francesco Guccini, Sergio Cammariere, Ornella Vanoni, Franco Califano, Jaques Morelembaum, e tanti altri. Ha pubblicato più di 90 dischi . Nel 2014 ha collaborato alla colonna sonora del film “Torneranno i prati” diretto da Ermanno Olmi.

Camillo Pace, di Taranto, classe 1978, è un contrabbassista, compositore e cantautore italiano. Ha studiato contrabbasso presso il conservatorio “Nino Rota” di Monopoli e si è laureato in discipline musicali jazz con specializzazione storico – musicologica presso il conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari. Il suo percorso musicale lo vede presente in diverse formazioni che spaziano dal jazz al pop, per continuare alla musica folk e cantautorale. Ha vinto diversi premi, in ambito jazz nella XIX edizione del “Premio Internazionale di Cultura Re Manfredi” città di Manfredonia come miglior nuovo talento jazz dell’anno. In ambito Pop con il brano “E allora balla” vince nel 2013 il Grand Prix alla 51ª edizione dell’International TourFilm Festival e nello stesso anno lo Special Award con il brano “Il viaggio” all’International TourFilm Festival della Croazia.

Tra le sue collaborazioni troviamo nomi come Marco Tamburini, Bobby McFerrin, Paolo Fresu, Paolo Angeli, Roberto Ottaviano, Stochelo Rosenberg, Davide Santorsola, Gabin Dabirè, Nico Morelli, Salvatore Russo, Ornella Vanoni, Lucio Dalla, Ron, Gregory Porter, Gabriele Mirabassi, Eugenio Bennato, Claudio Fasoli, Tony Scott, Daniele Scannapieco, Susanna Stivali, Simona Bencini, Maria Pia De Vito, Antonello Salis, Sarah Jane Morris, Tiziana Ghiglioni, Bruno Tommaso e altri ancora. Nel 2018 vince il “Premio Filippo D’Angiò” come miglior musicista e compositore pugliese, mentre nel 2019 è primo classificato per il “Premio Autori di Note” Città di Ceglie Messapica.

Mimmo Campanale, autodidatta, ha maturato numerose esperienze nell’ambito della musica Jazz e Pop. Nel 1985 partecipa alla costituzione del gruppo Jazzerie con Maurizio Quintavalle, Nico Stufano feat. Roberto Ottaviano al sax soprano, incidendo due dischi per la Splas’(h) records. Dal 1986 fa parte del Mario Rosini Trio con Paolo Romano al basso elettrico. Nel 1987 con il contrabbassista Maurizio Quintavalle costituiscono il trio del pianista, compianto amico, Davide Santorsola, incidendo cinque dischi. Dal 1988 collabora con il gruppo Pop “ Novecento” partecipando ai vari tour in Italia e produzioni con ospiti di levatura mondiale quali: Billy Preston, Stanley Jordan, Eumir Deodato, Al Jarreau. Dal 2000 fa parte del Con Alma trio con Guido Di Leone – chitarra e Vito Di Modugno – organo Hammond incidendo due dischi. Nel 2007 insieme al pianista Mario Rosini e alla front-leader del gruppo soul/funk Dirotta su Cuba, Simona Bencini, costituisce gli LmG Quartet completato dal sax alto Gaetano Partipilo e Luca Alemanno al contrabbasso.

Ha ideato il “DrumStory”: Cento anni di batteria in un unico lungo assolo, racchiusi in una accurata sequenza cronologica di diapositive raffiguranti batteristi che hanno segnato l’evoluzione di questo strumento, cominciando dalle “marching band” nei primi anni del secolo scorso, sino ai batteristi di oggi. Mi sento di affermare che tra i tanti batteristi attivi sul nostro territorio pugliese, Campanale è colui che meglio sintetizza lo stile prorompente e deciso di tanti batteristi americani, da Gene Krupa a Buddy Rich, Max Roach Elvin Jones etc. Molto richiesto da tantissimi musicisti, anche internazionali, può vantare preziose collaborazioni con leggende del jazz come Franco Ambrosetti, Whynton Marsalis, Eumir Deodato, Al Jarreau, Bobby Watson, Bob Mintzer, Benny Golson, Phil Woods, Lee Konitz, Stanley Jordan, John Hicks, Eddie Daniels, Stanley Jordan, Randy Brecker, Joe Lovano, Dave Liebman, Chris Potter, Dee Dee Bridgewater.

In occasione del concerto presso l’Hi-End, è stato presentato l’Album “The new day”, pubblicato dall’etichetta Abeat Records, registrato dalla stessa formazione nell’agosto del 2022. Sono stati eseguiti tutti i brani del disco, ma dire questo è riduttivo, anche perché la loro esecuzione è durata più del doppio del tempo rispetto al disco: segno che sul palco, l’improvvisazione ha preso il sopravvento. Tutte le composizioni sono originali, di Alberto Iovene. Quello che ha colpito immediatamente, sin dal primo brano, è stata la loro freschezza, la leggerezza, allo stesso tempo ricchi di poesia e allegria. Il concerto è iniziato con il brano ”Mirando la lluvia” dedicato alla pioggia di una giornata autunnale, ed è proseguito con un brano dedicato ai nonni, “Un tango por el cielo”, immaginandoli abbracciati in un tango passionale. “L’altra storia” invece è stato composto come colonna sonora per un cortometraggio, tanti anni fa.

Uno dei brani più significativi è stato “Quiet restless town” (brano che apre il CD), composto durante la pandemia, che vuol mettere il risalto il contrasto tra ciò che era fermo durante il lockdown e l’irrequietezza interiore che tutti abbiamo vissuto in quel periodo. Dopo il brano “Cinderella”, con una lunga introduzione da parte di Di Bonaventura. Un’esecuzione magistrale di “The new day”, brano che dà il titolo all’album,. Album dedicato alla piccola Maria Stella. Specie in questo brano è possibile cogliere appieno la sintonia melodica e poetica tra Iovene e Di Bonaventura. A seguire, “Quando mi sorridi” è una ulteriore dedica alla figlia, seduta in prima fila e super orgogliosa del suo papà. Nel brano, uno straordinario assolo di Mimmo Campanale che non può passare sotto silenzio.

La conclusione del concerto è stata tutta dedicata a Daniele Di Bonaventura. L’ultimo brano del concerto porta il titolo di “Valse pour monsieur Di Bonaventura”, mentre il bis è stato l’unico brano non originale, composto da Daniele Di Bonaventura, dal titolo “Maria e il mare”, inserito nel disco di Di Bonaventura, Mare Calmo, inciso nel 2015 con il pianista Giovanni Ceccarelli, anche lui marchigiano.

La discografia di Iovene è essenziale. Dal primo disco (Told notes) sono passati 19 anni. Tra l’opera prima e “The new day” troviamo solo altri due album: Wired Along e Cores, entrambi del 2011. Di certo è un artista “perfezionista”, che ha bisogno di tempi lunghi e di avere la certezza che tutto sia perfetto, come resa e arrangiamento. Ancora oggi, ascoltando “Told notes” del 2006, è possibile apprezzare la sua grande capacità compositiva. Indimenticamile, lo scorso aprile 2024, il concerto al Teatro Forma di Bari, con il gruppo francese composto da Philippe Petrucciani, Dominique Di Piazza e Manhu Roche. Un delizioso omaggio a Michel Petrucciani.
Davvero un bel concerto per un pianista che, seppur non giovanissimo, ha ancora tantissimo da comunicare. Ascoltate la sua musica. Ascoltate “Vicoli”, che è davvero un capolavoro.
Gaetano de Gennaro
Foto di Gaetano de Gennaro